07/09/2008

La vacanza della Vita

Dal sito I colori della Vita

Io paragono la vita ad una vacanza.

In una vacanza:
- scegliamo il luogo dove andare;
- ci informiamo degli usi e costumi del luogo;
- ci preoccupiamo dei soldi che ci occorrono per vivere lì;
- prenotiamo gli alberghi dove soggiorniamo;
- studiamo i percorsi e i tempi di permanenza;
- prepariamo un elenco di amici o conoscenti da andare a visitare;
- ci portiamo dietro qualche regalino da fare ai nostri amici;
Queste sono solo alcune delle azioni che compiamo per fare questa vacanza.
Dove sta la somiglianza con la vita?
La nostra vita che abbiamo condotto e quello ancora che ci rimane da vivere è stata preparata con le stesse modalità di una vacanza.
Voi vi chiederete da chi?
Risposta semplicissima: da noi stessi!!!
Si, siamo noi stessi che abbiamo organizzato tutto. Noi abbiamo scelto di nascere bianco, nero, giallo o al polo Nord. Noi abbiamo scelto in che luogo nascere. Noi abbiamo scelto la nostra famiglia. Noi abbiamo scelto le nostre mogli e compagne. Noi abbiamo scelto i nostri figli. Noi abbiamo scelto gli amici da incontrare.
Quando la nostra vita giunge al termine è la stessa cosa quando torniamo al luogo di partenza dopo la nostra vacanza. La morte non coincide con la fine di tutto ma solo la fine della vacanza e si torna a casa, pronti a programmare una nuova vacanza.

Qualcuno dirà: impossibile!!!
Non ho modo di dimostrarti che è realmente così, e nessun uomo potrà farlo. La mia teoria deriva dalla mia esperienza, dalle idee che mi sono fatto ascoltando vari personaggi e leggendo dei libri.
Non ha nessuna importanza se questa teoria sia vera o falsa. L'importanza è se questa ti fa vivere meglio la tua vita.
Io vivo bene e tu?

In base a ciò aggiungo: non piangete se un vostro amico o persona cara ha terminato la sua vacanza, ma gioite. Lui è tornato a casa. Un giorno anche per noi arriverà la fine della vacanza.

Vi invito a riflettere sulla mia teoria ed esprimere il vostro pensiero in merito.

18/08/2008

Testimonianza sulla terra cava

Dal sito I Colori della Vita

Un certo numero di "chiamati" si sono recati nella profondità planetaria, o in astrale, o a piedi, o con l'aereo o in un'astronave. È come rileggere, in altra chiave, "Viaggio al Centro della Terra" di J. Verne.
Prima dell'ultima deviazione polare, lì dove prima si trovava il Polo Nord, cioè sull'Himalaya, l'entrata non accedeva a Shambhala, ma, come più volte ricordato da E. Siragusa, ad una meravigliosa città che sorgeva fra i ghiacci circondata di boschi rigogliosi ed incantevoli fiori profumati: è conosciuta come Shangri-Là! Questo luogo in seguito sprofondato ed ora segretissimo, cela nei suoi archivi tutta la storia dell'umanità ed è ben custodito e protetto da guardiani incorruttibili, pronti ad aprire le porte agli studiosi della prossima generazione. Il Consiglio dei Saggi Tibetani è in rapporto con i Maestri di questo Luogo ed hanno fatto sapere qualcosa che rimane, per i più, velato dalla meraviglia e dal mistero: esistono enormi stanze contenenti tutto ciò che concerne il sapere, l'arte, gli strumenti, i costumi, ogni seme di pianta, ogni tipo di roccia, ogni immagine appartenente alla laboriosa storia dell'uomo terrestre. Alcuni raccontano anche di essersi recati internamente al Pianeta, accompagnati da Angeli. Il più sublime racconto ci viene dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, in cui descrive molto meticolosamente tre continenti, luoghi, gli esseri che li abitano. Accompagnato da Virgilio, un Angelo particolare che ha tutti gli accessi consentiti, ci descrive più che altro i diversi stati d'animo, di sofferenza e di gioia, degli esseri e delle anime che vi abitano, gli infiniti giochi della tenebra e della Luce. La purezza della sua precisione è in armonia con quanto rivelato in questo testo.
Altri, pur essendo accompagnati nel loro viaggio astrale, ci riportano sensazioni più pratiche come le descrizioni dell'interno di palazzi di cristallo con riflessi di madreperla, giada, intarsiati con arabeschi in oro ed aver visitato stanze che la più accesa fantasia scientifica terrestre non può neanche immaginare. Cosa non è possibile a Coloro che manipolano la Luce?
Alan Scott Davis ha raccontato, nel suo volume "Cosa accadrà nel Terzo Millennio?", l'incontro con questi Maestri. Tra l'altro nel libro viene detto: "Queste montagne che tu vedi, non sono ricoperte solo da ghiacci, ma esistono dei passaggi sotterranei e ben nascosti, attraverso i quali si accede a valli meravigliose, nelle quali sembra che l'inverno non esista. Lì vivono esseri illuminati che governano e dirigono l'esistenza planetaria. Solo chi è chiamato da Loro può raggiungerli. Uno di questi gli disse: Oggi siamo arrivati ad un periodo speciale nel quale fervono i preparativi per aprire la grande porta di una nuova era che dovrà condurre gli uomini ad una grande civiltà.
Un viaggio animico lo hanno fatto i coniugi Anne e Daniel Meurois-Givodan, raccontato nel volume "Viaggio a Shambhala". Praticamente ci sono stanze di controllo totale di ogni dinamismo energetico, geologico, tellurico, umano terrestre. Nella cultura orientale, le stanze dell'archivio totale sono chiamate "Tempio della Conoscenza", in cui vi sono migliaia di libri con dentro i disegni simbolici delle mutazioni che hanno segnato il progresso terrestre e planetario, ed al centro di una stanza vuota vi è il libro dell'avvenire.
Sono entrati in una stanza a forma di dodecaedro in materiale di roccia sublimata. L'interno è come una sfera tridimensionale su cui è rappresentata la Terra con tutte le sue strutture e superfici interna ed esterna. Gli operatori di questo "strumento" di controllo, tengono sotto osservazione ogni flusso vitale terrestre e gli interventi umani.
Riferiscono di aver visto sulla città un gigantesco Diamante che è in sintonia con le linee di forza terrestri, come forza motrice.
E poi hanno visto il Giardino del Sole, luogo di boschi e città dai tetti di cristallo vivo, tutto trasfigurato dalla Luce e da suoni armoniosi.
Ricordo in proposito che le astronavi madri, sono fornite di queste strumentazioni. Io stesso, in un viaggio astrale, ho visto strumenti di controllo a carattere spaziale, comprendente la Galassia, il Sistema Solare, ogni singolo Pianeta. Mi hanno dato nelle mani un astuccio lungo circa 16 centimetri, largo 10 e spesso 3, che sembrava un monitor piatto; sulla facciata anteriore vedevo proiezioni stellari, poi lo ho aperto e nei due schermi a destra ed a sinistra vedevo i movimenti del nostro viaggio internamente ai pianeti del nostro Sistema Solare e nell'altro potevo zoomare per esaminare la Terra dallo spazio (ed era bellissima!) dovunque volessi avvicinarmi, senza limiti. Purtroppo, nel momento in cui mi entusiasmavo ad usarlo, sono tornato nella dimensione terrena.
In una loro teoria, i geofisici Rittmann e Kuhn, considerando la curva di forte caduta di discontinuità sismica intorno ai 2.900 Km. di profondità e certi calcoli di compressione dinamica, statica e di viscosità dei vari elementi in rapporto a diverse pressioni, giunsero alla conclusione che il nucleo terrestre fosse composto di idrogeno indifferenziato e l'accelerazione di gravità fosse nulla al centro.
Mi ha riferito in una intervista, l'accademico biochimico Pantellini Gianfranco, allievo del famoso fisico Ettore Majorana, che un giorno discusse con lui sulle energie a bassa temperatura ed il prof. Majorana pensava che il Sole fosse freddo anche nella corona. Mi fece l'esempio di quando si gonfiano le ruote di una bicicletta e la temperatura si riscalda verso l'esterno mantenendo freddo l'anello centrale.
Questo ci fa capire come il moto vorticoso e la condensazione delle masse solari nella formazione dei Pianeti, produca energia gravitazionale, certe temperature nella corona esterna e vuoto all'interno per centrifugazione.
Straordinarie testimonianze a questo, furono date da alcune delle 39.953 scattate dal satellite Essa 7 lanciato dalla Nasa, il 23 novembre 1968 mentre sorvolava il Polo Nord.

Sopra ogni altra testimonianza tangibile perché vissuta come "Spedizione Aerea" è quella dell'Ammiraglio R. Byrd, scritto nel suo diario e spiegato nel libro "Il Grande Ignoto" da Raymond Bernard.
In effetti alcuni scrittori di inizio secolo, in base ai resoconti di vari esploratori artici, descrissero la teoria della Terra vuota ed aperta ai poli, come William Reed e Marshall Gardner.
Molti testimoniano che, penetrando in questo Nuovo Mondo, l'ago della bussola comincia a declinare verso il basso, la temperatura diventa tiepida, c'è vento forte e polveroso, si incontrano volpi, farfalle, api, lepri, uccelli tropicali ed altri animali, vegetazioni rigogliose. In base ad altri dettagli, Gardner parlò di un "Sole centrale". Varie mitologie eschimesi, cinesi, indù, egiziane, parlano di una razza che vive internamente alla Terra, un po' come la razza degli Dei della Hyperborea.
In alcuni passi della religione esquimese si dice che "...credono in un mondo futuro. L'anima, dopo la morte, discende sotto terra e raggiunge varie dimore, la prima delle quali è qualcosa come il purgatorio. Le anime buone lo attraversano e avanzano più all'interno, scoprendo dimore sempre più belle, fino a giungere a quella dove regna la perfetta felicità. Qui il Sole non tramonta mai...".
Grigori Rasputin, alla domanda su chi gli avesse insegnato e conferito certi poteri, rispose di essersi incontrato con "uomini verdi provenienti dal Nord".
Una frase del Lama Turgut dice: "Il palazzo del Re del Mondo è circondato da quelli dei Guru, che controllano le forze visibili ed invisibili della terra, dal suo interno fino al cielo, e sono padroni di vita e di morte. Se la nostra folle umanità continuerà le sue guerre, essi potranno venire sulla superficie e trasformarla in un deserto. Essi potrebbero disseccare gli oceani, cambiare i continenti in distese di acque e far scomparire le montagne. Essi, a bordo di straordinari veicoli, sconosciuti da noi, viaggiano a velocità incredibili dentro i tunnel della terra".
E questo lo testimoniamo su quanto si spiega sul Popolo dei Grigi.
Lo scrittore Ossendowski parla di tunnel sotterranei che collegano con l'impero di Agharta, dove scorrono avanzate astronavi.
Riporto un articolo pubblicato in Francia sui misteri dei sotterranei cinesi. Dice così: "Un certo numero di antichissime leggende tibetane, cinesi, indiane, parlano dell'esistenza di un fantastico regno sotterraneo situato al confine dell'Himalaya dove risiede il 'Re del Mondo', incaricato di guidare l'evoluzione spirituale dell'umanità".
Ora i satelliti americani incaricati di scoprire le ricchezze minerarie del Pianeta, hanno confermato l'esistenza di una immensa rete di gallerie sotterranee sotto tutto il territorio della Cina. Nel 1961, un archeologo dell'università di Pechino aveva scoperto l'entrata di uno di questi sotterranei, sotto il massiccio di Homan. La galleria che egli aveva potuto visitare presentava delle pareti sorprendentemente lisce e verniciate, decorate di affreschi. Su una di esse, si vedeva una sorta di scudo volante carico di uomini che inseguivano dall'alto una mandria di bestie selvagge. Nel 1969 sono stati scoperti sotterranei identici nell'equatore che risalgono almeno a 12.000 anni fa, anche questi con delle possibili raffigurazioni di macchine extraterrestri. La perplessità degli archeologi è totale.

Riflessioni di Leo Buscaglia

Dal sito I Colori della Vita 

Vai bene come sei
Attenti a non cadere vittime della persuasione che non possiamo essere amati perché siamo troppo questo e troppo poco quell’ altro.
Andiamo bene come siamo, questa è la verità.
La diversità è la vita.
Vi sono stuoli di individui, per esempio, che prediligono le persone alte, oppure quelle basse: Ad alcuni piacciono le brune, altri preferiscono le bionde.
C’è chi apprezza i grassi, chi i magri: Chi ama i loquaci, chi ha un debole per i taciturni. E così via.
Meno ci sentiamo in torto per essere ciò che siamo, più sapremo di poter contare su un affetto veramente duraturo.
Con calma, con pazienza, scopriremo le persone che ci sapranno amare.
E da quel momento noi potremo contare su un’intera vita sgombra di artifici e delusioni, liberi di essere chi siamo.

Esternare il bisogno
Nessuno è mai tenuto a piangere o a soffrire in solitudine.
Eppure molti fra noi sarebbero disposti a patire in silenzio pur di non chiedere aiuto di cui peraltro hanno urgente necessità.
Tendiamo a ritenere che gli altri siano perfettamente consapevoli delle nostre pene, anche se noi non ne parliamo affatto.
E’ dalla forza emotiva, non dalla debolezza, che noi sappiamo trarre la capacità di invocare aiuto.
Il timore del rifiuto, o del ridicolo, o di qualunque altro impulso ci spinga a nascondere le nostre sofferenze, dev’essere sconfitto a ogni costo.
Diversamente, non otterremmo mai il supporto morale che ci occorre.
Naturalmente, nell’atto di sollecitare aiuto noi esprimiamo il nostro apprezzamento nei confronti di un’altra persona.
Implicitamente le facciamo capire che nutriamo fiducia in lei, che la reputiamo in gradi di aiutarci in un momento di grande vulnerabilità.
Non le chiediamo soluzioni. Vogliamo solo che sia presente, che ci accordi un sostegno temporaneo in attesa di trovare le nostre vie personale di superamento.
Un sano”Ho bisogno di te” è un’espressione importante d’amore.

SOLITUDINE COME SORGENTE D’AMORE
E’ bene tener presente che, indipendentemente dal numero delle persone che ci amano, ci circondano, hanno a cuore il nostro benessere e la nostra serenità, di fatto noi siamo veramente soli.
Nessuno, per quanto possa esserci vicino, può comprenderci perfettamente, capire le nostre paure, le nostre speranze, i nostri sogni.
Siamo ignoti perfino a noi stessi, e molti trascorrono l’intera vita nel tentativo di comprendere la loro vera essenza.
Tale estraniazione può diventare fonte di grande solitudine, ma non è detto che sia sempre così.
In realtà essa ci offre il destro di affrontare le nostre paure attraverso un processo di autorivelazione.
Noi sapremo davvero chi siamo solo quando vorremo scavare nei recessi più profondi del nostro io.
Altri scopriranno chi siamo solo quando ci arrischieremo a dischiuderci.
E’ un compito arduo, in continuo divenire. Attraverso l’accettazione della nostra solitudine, possiamo finalmente intuire l’autentico peso dell’amore e il motivo per cui vivere senza amore non è davvero possibile.

LA POSSESSIVITA’ FINISCE SEMPRE COL DISTRUGGERE CIO’ CHE SI PROPONE DI PROTEGGERE
Il controllo assoluto su un altro essere umano non è possibile e tantomeno auspicabile. Ed è sempre distruttivo.
Uno dei grandi miti sul vero amore vorrebbe che le vite di un uomo e di una donna fossero intrecciate per sempre, incamminate sulla stessa via, protese verso le stesse mete e i medesimi interessi, e che ogni istante di separazione fosse per loro un’eternità.
Quand’anche ciò fosse possibile, a me sembra tristissimo!
Sentirsi uniti, protetti, solidali è un sentimento del tutto naturale.
Ma diventa un problema quando noi ne facciamo un’esigenza esclusiva. Chi focalizza il proprio amore su un unico soggetto ha difficoltà nei suoi rapporti con gli altri.
Constatare che le persone che amiamo sanno amare, oltre a essere amate, dovrebbe essere un conforto, non una minaccia.
Dovremmo rallegrarci che abbiano interessi estranei alla nostra persona, che siano autosufficienti e abbiano fiducia in se stessi.
In realtà, noi siamo in grado di amare molte persone contemporaneamente senza con ciò diluire ciò che abbiamo da offrire.
Anzi, quanto più numerose sono le nostre esperienze affettive, tanto maggiore è il patrimonio che rechiamo con noi quando ci concentriamo su un rapporto intimo e profondo.
La spartizione non scredita la qualità dell’amore; al contrario viene intensificata e ulteriormente arricchita dalla nostra esperienza.
(Brani tratti dal libro: “Nati per amare” di Leo Buscaglia, edito da Mondadori)